La Rubopedia

Ogni mese il nostro bomber Rubetti ci regalerà una simpatica biografia di un giocatore del FC Someo. Per idee, suggerimenti e proposte non dovete far altro che rivolgervi a lui.

Roberto Pitta

Patrick Felder

Danilo Mazzi

Roberto Pitta

Roberto Pitta, detto “Er mutanda” (Bellinzona, 17 gennaio 1985) è un calciatore svizzero-italiano, terzino destro del FC Someo. Campione valmaggese con la selezione dell’Aurigeno-Moghegno nel 2010. Nato a Bellinzona, è cresciuto nel piccolo paesino della madre Nadia a Moghegno dove tuttora vive. È figlio di un emigrato italiano (Antonio Pitta), il fratello Lorenzo, molto noto per le sue bizarre capigliature, ha giocato come centrocampista indossando anche la maglia del FC Someo.

Caratteristiche tecniche

Buona progressione palla al piede, eccellente fantasia nel nominare alcuni suoi tiri con nomi draghesti. Durante un allenamento condotto da Giorgio Toprak, Pitta aveva effettuato dei tiri alla “Mark Lenders” (tiro del dragone e il tiro della marmotta) tiri che non stavano molto a cuore al mister. Discreta elevazione che spesso utilizza per le sue forbiciate aeree. Nelle giovanili del Vallemaggia era impiegato come portiere e dopodichè è stato scoperto come ala sinistra. A Someo è stato utillizzato prevalentemente come terzino destro.

Esordi ed esperienze

Roberto inizia ad entrare nel mondo del calcio nel lontano 1991, quando l’Associazione Calcio Vallemaggia non era ancora stata fondata. I primi passi con il pallone li fece con gli allievi F, dove giocava come portiere, ruolo che coprirà sino agli Allievi B. La scelta di fare il portiere è nata durante il mondiale calcistico Italia 90, dove per la prima volta nota la bravura di un certo Walter Zenga. Durante la sua lunga trafila negli allievi, Roberto ha la fortuna di essere allenato da ottimi tecnici che vedono in lui grande potenzialità e personalità tra i pali. Gli anni più belli arrivano quando Pitta milita negli allievi C, dove in panchina siede la coppia Cavalli – Masneri. Nonostante l’inizio di stagione non sia promettente per il balotaggio con Polli, Roberto riesce a ritrovare sicurezza e serenità, grazie agli allenamenti specifici che svolge con il cugino Carmine, ex portiere categoria dilettanti in quel di Salerno. Segnalato dall’osservatore maggese Guido Cheda come giovane promessa per il calcio vallerano, Pitta rischia di passare alla società granata, ma inspiegabilmente la trattativa viene interrotta per voler dell’allora responsabile del settore giovanile Mauro Ressighini. Si ipotizzava che la società valmaggese aveva l’ambizione di portare gli Allievi B nella categoria Champions e quindi si puntava molto su Roberto, anche perchè in quella stessa stagione un’altra giovane promessa, Jonatan Guzman, aveva lasciato la valle per approdare al FC Lugano. Dopo l’ottimo anno giocato con gli Allievi B, Pitta inizia ad avere un declino senza precedenti e questo comporta brutte prestazioni e l’accantonamento in panchina, dove viene preferito il compagno di reparto Gianluca Imholz, capace di illuminare il vice allenatore Giacomo Morandi con i suoi grandiosi plastici. Durante una partita di campionato dove la squadra si trovava senza attaccanti, Pitta viene impiegato come punta e non sfigura affatto. Dopo altre due partite giocate in attacco, Pitta segna la sua prima rete contro il Gambarogno e i “guantoni” sono ormai storia vecchia.

Breve esperienza nell’AC Vallemaggia

Terminata la trafila degli allievi, Roberto decide di tentare l’avventura con la prima squadra dell’AC Vallemaggia. Al termine di una preparazione estiva molto faticosa, contrariamente ai pronostici viene selezionato dal nuovo tecnico Stefan Bützer al posto dei più quotati Scarpelli, Salvato e Cavalli, spediti poi a settembre al FC Someo. Inizialmente fa fatica a trovare spazio e fiducia, ma con il passare del tempo diviene un’importante pedina per il ritiro invernale e per le bevute di Weissbier in compagnia del mister bernese.

Stagioni a Someo

La stagione successiva passa in prestito al FC Someo. Debutta con la nuova maglia il 10 ottobre 2007 entrando durante il secondo tempo dell’incontro con gli Azzurri, finito 3-0 per il Someo. La stagione viene segnata da vari infortuni che non gli permettono di prendere confidenza con il campo ed integrarsi nella nuova squadra. Nel luglio del 2008 viene di nuovo richiamato dal Vallemaggia, con cui non riesce però ad incidere e di conseguenza viene acquistato a titolo definitivo dal patron del Someo Fabio Mattei. Per esigenze tattiche Landrini spesso lo utilizza nel ruolo di centrocampista esterno ma è con Trapletti, nella stagione 2008-2009, che Pitta trova la sua definitiva consacrazione: impiegato nel ruolo di mezz’ala il suo rendimento migliora nettamente e l’allora “magico Someo” vola. Verso fine stagione “Er mutanda” soprende tutti e per motivi di studio si trasferisce a Valencia, dove inizia a prendere confidenza con la movida spagnola e “las chicas”. Quando nell’estate 2009 Roberto fa ritorno al Patriziale, si ritrova sotto la guida di Patelli, con il quale instaura subito un legame di simpatia, soprattutto quando non raggiunge un pallone che andava a 1 all’ora a Tenero durante la preparazione invernale, causa “panza da paella e sangria”. Quando il nuovo e ultimo tecnico (Giorgio Toprak) si trova a confronto con Pitta, non può che chiedersi “da dove fosse venuto fuori sto elemento”. Facile indovinare che il suo minutaggio sarà modesto. Messo ai margini della squadra a causa delle sue numerose “Pittonate” nei confronti del tecnico, decide di trasferirsi nuovamente all’estero alla volta di Londra, per ritrovare nuovi stimolli e soprattutto per frequentare una language school. Stagione 2011/12, al Patriziale di Someo è già tempo di preparare la nuova è sofferente stagione, per l’ennesima volta si presenta anche Pitta, ma questa volta il giocatore sembra cambiato: corsa, voglia, maturità acquisità e soprattutto con grande stupore dei compagni, con qualche chilo di meno. Nonostante “Er Mutanda” fosse in splendida forma, Toprak lo lascia in panchina fino alla partita contro il Collina d’Oro, dove Pitta finalmente parte da titolare e il suo inizio di gara è molto convincente. Dopo otto minuti dall’ingresso in campo e costretto a dare forfait a causa di uno strappo muscolare.

Curiosità

Pitta è molto noto per aver vissuto alcuni episodi a dir poco divertenti, impossibile dimenticarsi di una sua partita, sotto il nubifragio in quel di Cevio, un pò come la famosa nuvola nel film di Fantozzi. In quel occasione il nostro protagonista si ritrova immobile sulla linea della porta con i pantaloncini che gli scivolano giù, dunque facile immaginarsi un Pitta in mutande, sotto gli occhi increduli dei compagni e degli avversari. Non dimentichiamoci la famosa fascietta che usava indossare negli allievi A, quando si divertiva a fare il sosia di Totti, a causa dei suoi lunghi capelli. Tre anni fa, è stato soprannominato con un altro nome, “Er mutanda” per via delle sue performance negli spogliatoi, dove indossava della biancheria intima poco elegante. Fare la classifica del culo più bello in doccia a Someo ed innamorarsi del fondo schiena del Belo… robe da Pitta!. Infine bisogna dire che Pitta era sempre stato considerato un giocatore corretto e onesto, ma purtroppo questa buona reputazione è stata macchiata da un brutto episodio durante una partita amichevole tra il FC Someo e l’ambiziosa squadra dello Zürich United (compagine affrontata dall’AC Lugano in Coppa Svizzera). La partita era già sul punteggio imbarazzante di 0-7 per gli ospiti, dunque il buon Toprak decide di dare spazio anche a Pitta. Tempo 4 minuti e Roberto si vede protagonista di una brutta entrataccia “spacca caviglia” che avrà un seguito negativo per la carriera del povero giocatore zurighese. Al termine di quella partita, Pitta inizia a conoscere le bestemmie e gli insulti più pesanti che una persona potesse ricevere in lingua tedesca. Come ha reagito Toprak? Ve lo lascio immaginare!

Vita privata

A differenza di molti suoi compagni di squadra, Roberto non è un tipo abituato a stare sulle riviste “rosa”, anche se un anno fa, è stato paparazzato nel carnevale estivo di Giumaglio, dal fotografo Mikelin in compagnia di una girl del posto. Tutto questo dopo aver vinto il Trofeo Valmagia e prendere una ciocca allucinante.